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Legge 132 del 2025 sull'intelligenza artificiale, cosa cambia davvero per il tuo studio?

Aggiornato al 1 luglio 2026

La Legge italiana 132 del 2025, in vigore dal 10 ottobre 2025, e' la prima norma nazionale organica sull'intelligenza artificiale. Non sostituisce il Regolamento europeo UE 2024/1689, lo affianca. Per i professionisti l'articolo 13 fissa un principio chiaro, l'AI e' solo uno strumento di supporto e il cliente va informato sull'uso che ne fai. Riguarda avvocati, commercialisti, consulenti e ogni studio.

Cos'è la Legge 132 del 2025

Partiamo dal punto pratico, perche' so che e' quello che ti interessa. Dal 10 ottobre 2025 l'Italia ha una sua legge sull'intelligenza artificiale, la Legge 23 settembre 2025 numero 132, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 25 settembre 2025 nella Serie Generale numero 223. E' la prima norma nazionale che mette ordine sul tema, articolata in ventotto articoli divisi in sei capi, e tocca ambiti molto concreti come sanita', lavoro, pubblica amministrazione, giustizia e, per quello che riguarda te, le professioni intellettuali.

Una cosa la dico subito, cosi' togliamo l'ansia dal tavolo. Questa legge non ti chiede di stravolgere lo studio domani mattina. Fissa principi, indica una direzione e in molti punti rimanda a decreti che il Governo dovra' ancora scrivere. Il cuore operativo per chi fa il tuo mestiere sta in un articolo solo, il 13, e lo vediamo nel dettaglio tra poco.

Il taglio della legge e' quello che i giuristi chiamano antropocentrico. Tradotto, vuol dire che la tecnologia deve restare al servizio della persona e del professionista, non il contrario. Per uno studio professionale questo non e' un dettaglio filosofico, e' la chiave di lettura di tutto il resto.

Come si incastra con l'AI Act europeo

Qui c'e' il dubbio che sento piu' spesso quando formo uno studio, devo seguire la legge italiana o quella europea? La risposta e' tutte e due, e per fortuna non sono in conflitto.

Il Regolamento europeo UE 2024/1689, l'AI Act, e' la cornice generale. Vale in tutta l'Unione, e' direttamente applicabile e nessuna legge nazionale puo' contraddirlo. La Legge 132 del 2025 lavora dentro quella cornice. Lo dice la legge stessa, va interpretata e applicata in coerenza con il Regolamento europeo, e in piu' precisa che non genera nuovi obblighi per gli ambiti gia' coperti dal Regolamento UE 2024/1689. Vale a dire, l'Italia riempie gli spazi che l'Europa ha lasciato agli Stati, ad esempio le regole sulle professioni, sul lavoro o sull'organizzazione delle autorita' di controllo, ma non ti carica di doppioni.

Per capirci con un'immagine semplice. L'AI Act decide quali sistemi di intelligenza artificiale sono vietati, quali ad alto rischio e con quali obblighi, e si applica a chiunque sviluppi o usi quei sistemi. La Legge italiana aggiunge le regole di casa nostra su chi vigila in Italia e su come la tecnologia entra in settori specifici, il tuo studio compreso. Due testi, una direzione sola.

La tabella sotto ti aiuta a tenere distinte le due fonti senza perderti.

AspettoAI Act, Regolamento UE 2024/1689Legge italiana 132 del 2025
NaturaRegolamento europeo, direttamente applicabileLegge nazionale, si affianca al Regolamento
Cosa regolaClassi di rischio dei sistemi AI, obblighi tecnici, sanzioni amministrativePrincipi nazionali, settori specifici, autorita', deleghe, profili penali
Professioni intellettualiNon ha un articolo dedicatoArticolo 13, AI come supporto e informativa al cliente
Chi vigilaQuadro europeo e autorita' nazionali designate dagli StatiDesigna ACN e AgID come autorita' nazionali, Garante sui dati
In vigoreIn vigore dal 1 agosto 2024, con applicazione scaglionata (regola generale dal 2 agosto 2026)Dal 10 ottobre 2025

Articolo 13, cosa chiede ai professionisti

Eccoci al punto che riguarda davvero te. L'articolo 13 della Legge 132 del 2025 e' dedicato alle professioni intellettuali e contiene due messaggi che vale la pena leggere con calma.

Il primo. L'uso di sistemi di intelligenza artificiale nelle professioni intellettuali e' consentito solo come strumento di supporto all'attivita' professionale. La prestazione, quella che il cliente ti paga e per cui ti assumi la responsabilita', deve restare frutto del tuo lavoro intellettuale, che deve mantenere la prevalenza. In pratica l'AI puo' aiutarti a cercare una norma, a fare una prima bozza, a riordinare documenti, ma la testa che decide, valuta e firma resta la tua. Questo, detto onestamente, e' anche il tuo scudo. Se la responsabilita' professionale resta in capo a te, allora il controllo deve restare a te, e la legge mette nero su bianco proprio questo.

Il secondo messaggio e' un obbligo concreto, e ti conviene attrezzarti adesso. Quando usi sistemi di intelligenza artificiale nella prestazione, devi informare il cliente, con linguaggio chiaro e completo, sui sistemi utilizzati. Non e' una formalita' burocratica, e' trasparenza nel rapporto fiduciario. Il cliente ha diritto di sapere se la pratica che ti ha affidato passa anche da uno strumento di AI.

Tradotto in cosa fare in studio, il consiglio operativo e' semplice. Prepara una breve informativa standard sull'uso dell'intelligenza artificiale, da consegnare o richiamare nel mandato e nella lettera di incarico. Bastano poche righe oneste, scritte in italiano comprensibile, che dicano se e come usi questi strumenti. Lo fai una volta, lo riutilizzi sempre, e ti togli il pensiero.

Chi vigila in Italia, ACN, AgID e Garante

Domanda legittima, se sbaglio chi mi controlla? La Legge 132 del 2025, all'articolo 20, ha sciolto il nodo che per mesi era rimasto aperto. Le autorita' nazionali per l'intelligenza artificiale sono due, ciascuna con un ruolo preciso.

ACN, l'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, e' designata autorita' di vigilanza del mercato e punto di contatto unico verso le istituzioni europee ai sensi dell'articolo 70 del Regolamento UE 2024/1689. A lei spettano la vigilanza sui sistemi di intelligenza artificiale, comprese le attivita' ispettive e sanzionatorie, oltre alla promozione dell'AI per i profili di cybersicurezza. AgID, l'Agenzia per l'Italia Digitale, e' designata autorita' di notifica sempre ai sensi dell'articolo 70. Si occupa di promuovere l'innovazione e lo sviluppo dell'AI e cura le procedure di notifica, valutazione, accreditamento e monitoraggio degli organismi che verificano la conformita' dei sistemi. Tienile distinte, ma il riferimento da ricordare per i controlli e le sanzioni e' ACN.

Attenzione a un equivoco diffuso. Le due agenzie hanno compiti che non vanno confusi, ACN vigila e sanziona mentre AgID notifica e accredita, e non entrano in gioco ne' il MIMIT ne' un'autorita' inventata per l'occasione. Nel settore finanziario restano poi ferme come autorita' di vigilanza del mercato la Banca d'Italia, la CONSOB e l'IVASS, ai sensi dell'articolo 74 paragrafo 6 del Regolamento UE 2024/1689. E resta in piedi il Garante per la protezione dei dati personali, che non e' autorita' nazionale per l'AI ma conserva integralmente le sue competenze, i suoi compiti e i suoi poteri su tutto cio' che riguarda i dati. Per uno studio questo e' rilevante, perche' quando dai in pasto a un sistema di AI il fascicolo di un cliente stai trattando dati personali, e li' il Garante e il GDPR continuano a comandare come prima.

L'alfabetizzazione AI vale anche per te

C'e' un obbligo che molti professionisti non si aspettano e che voglio mettere bene in chiaro, perche' viene dall'Europa ed e' gia' attivo. L'articolo 4 del Regolamento UE 2024/1689 impone a chi fornisce e a chi usa sistemi di intelligenza artificiale di garantire un livello adeguato di alfabetizzazione del proprio personale, cioe' che le persone che usano questi strumenti li capiscano abbastanza da usarli con consapevolezza. Questo obbligo e' in vigore dal 2 febbraio 2025, data di applicazione dei capi I e II del Regolamento, e nonostante le semplificazioni discusse a livello europeo con il pacchetto Digital Omnibus non e' stato abrogato, resta in piedi.

Cosa c'entra con il tuo studio? C'entra eccome. Se in studio tu o i tuoi collaboratori usate strumenti di intelligenza artificiale per lavorare, rientrate tra i soggetti utilizzatori. Vuol dire che la formazione del personale sull'AI non e' un di piu', e' un obbligo di legge gia' scattato. La buona notizia, e qui parlo da chi forma le aziende, e' che si tratta di un obbligo gestibile e a basso costo se lo affronti per tempo, e ti mette pure in una posizione migliore rispetto a chi arriva tardi. Approfondisci nella guida dedicata all'obbligo di formazione dell'articolo 4.

Gli altri pezzi della legge da conoscere

Anche se l'articolo 13 e' il tuo riferimento principale, ti conviene avere il quadro completo, perche' alcuni clienti ti faranno domande proprio su questo.

Sul lavoro, gli articoli 11 e 12 dicono che l'AI in azienda deve migliorare le condizioni e la produttivita' nel rispetto della dignita' e della riservatezza dei lavoratori, e istituiscono un Osservatorio sull'adozione dell'AI nel mondo del lavoro presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Se assisti datori di lavoro, e' un tema che tornera'.

Sul fronte penale, e questo e' nuovo di zecca, la legge ha introdotto nel Codice penale l'articolo 612-quater, che punisce con la reclusione da uno a cinque anni chi diffonde senza consenso immagini, video o voci falsificati o alterati con l'intelligenza artificiale, i cosiddetti deepfake, idonei a ingannare sulla loro autenticita' e capaci di causare un danno ingiusto. Per chi assiste persone offese o querelati, e' una fattispecie da conoscere.

C'e' poi il capitolo investimenti. L'articolo 23 prevede un programma di investimenti pubblici fino a 1 miliardo di euro, attraverso il Fondo di sostegno al venture capital gestito in ambito Cassa Depositi e Prestiti, per startup e imprese che lavorano su intelligenza artificiale, cybersicurezza e tecnologie emergenti. Se segui clienti innovativi, e' una porta da tenere d'occhio.

Infine le deleghe al Governo. La 132 e' anche una legge di delega, affida all'esecutivo il compito di adottare, entro dodici mesi dall'entrata in vigore, ulteriori decreti per dettagliare la disciplina, ad esempio sull'uso dei dati per addestrare i sistemi di AI, sempre senza introdurre obblighi aggiuntivi rispetto al Regolamento europeo. Vuol dire una cosa pratica per te, il quadro non e' chiuso, alcuni tasselli arriveranno con i decreti attuativi. Per questo conviene impostare lo studio in modo flessibile fin da ora.

Cosa fare in studio questa settimana

Chiudo con la parte che preferisco, il fare concreto, valido per chiunque, dal professionista che lavora da solo allo studio associato con decine di collaboratori. L'obbligo e' identico a prescindere dalla dimensione.

Primo, prepara un'informativa sull'uso dell'AI da inserire nel mandato, cosi' soddisfi subito l'articolo 13 e dimostri trasparenza al cliente. Secondo, fai una mappa veloce degli strumenti di intelligenza artificiale che gia' usi in studio, anche quelli dentro programmi che usavi da prima, perche' non puoi informare il cliente su cio' che non conosci. Terzo, organizza un minimo di formazione per te e per chi lavora con te, cosi' copri l'obbligo di alfabetizzazione dell'articolo 4 e usi questi strumenti senza brutte sorprese. Quarto, presta attenzione ai dati personali dei clienti quando li inserisci in un sistema di AI, perche' li' restano in vigore il GDPR e il Garante.

Sono quattro mosse, nessuna richiede un budget importante. Falle e ti ritrovi non solo in regola, ma anche con un argomento di fiducia in piu' da offrire al cliente. Detto da chi costruisce e insegna questi strumenti, un'AI usata con metodo dentro uno studio professionale e' un vantaggio competitivo, non una minaccia. Una precisazione doverosa, io ti do l'inquadramento da formatore, sul singolo caso concreto del tuo studio resta sempre opportuno il confronto con il professionista abilitato di riferimento.

Domande frequenti

Cosa prevede la legge 132 2025?

La Legge 132 del 2025, in vigore dal 10 ottobre 2025, e' la prima legge italiana organica sull'intelligenza artificiale. Fissa principi di uso responsabile, detta regole per settori come lavoro, sanita', pubblica amministrazione, giustizia e professioni, designa ACN e AgID come autorita' nazionali, introduce un nuovo reato sui deepfake e dispone deleghe al Governo.

Che differenza c'e' tra AI Act e legge italiana?

L'AI Act, il Regolamento UE 2024/1689, e' la cornice europea direttamente applicabile che classifica i sistemi di intelligenza artificiale per rischio e fissa obblighi e sanzioni. La Legge italiana 132 del 2025 non lo sostituisce, lo affianca riempiendo gli spazi nazionali, ad esempio autorita' e settori specifici, e va interpretata in coerenza con il Regolamento europeo.

Cosa cambia per i professionisti?

Per avvocati, commercialisti e consulenti vale l'articolo 13. L'intelligenza artificiale e' consentita solo come strumento di supporto, mentre il tuo lavoro intellettuale deve restare prevalente. In piu' devi informare il cliente, con linguaggio chiaro e completo, sui sistemi di AI che usi nella prestazione. Si aggiunge l'obbligo europeo di formazione del personale, gia' in vigore.

Fonti normative

Aggiornato al 1 luglio 2026 · Quadro post-Digital-Omnibus · Contenuto informativo, non parere legale

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Questo contenuto ha finalità informative e divulgative e riflette il quadro normativo alla data di ultima revisione indicata. Non costituisce parere o consulenza legale sul tuo caso specifico. Per l'inquadramento giuridico formale lavoriamo con professionisti abilitati.