Alfabetizzazione AI (AI literacy)
L'alfabetizzazione AI è l'insieme di competenze, conoscenze e comprensione che mette le persone di un'azienda nelle condizioni di usare i sistemi di intelligenza artificiale in modo consapevole, capendo opportunità e rischi, come previsto dall'art. 4 e definito dall'art. 3 punto 56 del Reg. UE 2024/1689. A differenza di una semplice infarinatura tecnologica, qui non conta sapere quale software si usa. Conta che chi lo usa capisca cosa fa quel sistema, dove sbaglia e quando serve l'occhio di una persona.
Si parte dalla cosa pratica, perché è quella che riguarda le aziende da subito. Se in un'attività qualcuno usa l'intelligenza artificiale per lavorare, anche solo un assistente che scrive testi o uno strumento che legge i curriculum, l'azienda ha l'obbligo di adottare misure che facciano crescere l'alfabetizzazione AI di quelle persone. È scritto nell'art. 4 del Regolamento europeo sull'intelligenza artificiale, il Reg. UE 2024/1689, che molti chiamano AI Act.
Questo obbligo è in vigore dal 2 febbraio 2025, perché l'art. 4 fa parte del Capo I del Regolamento e l'art. 113 fissa proprio a quella data l'applicazione dei Capi I e II. Un dettaglio importante, da dire con chiarezza perché in giro c'è confusione, riguarda il recente pacchetto di semplificazione europeo, il cosiddetto Digital Omnibus. Quel pacchetto, oggi Regolamento (UE) 2026/1744 in vigore dal 27 luglio 2026, rinvia le date di applicazione dei sistemi ad alto rischio e ritocca la lettera dell'art. 4, senza rimandarlo né cancellarlo. L'obbligo di alfabetizzazione resta pienamente attivo.
La norma è volutamente flessibile, ed è una buona notizia. Non esiste un corso unico uguale per tutti, non serve un patentino, non c'è una certificazione obbligatoria. Il Regolamento chiede di adottare misure "nella misura del possibile", calibrate sul ruolo delle persone, sulla loro preparazione tecnica e sul contesto in cui l'AI viene usata. Chi prende decisioni importanti con il supporto dell'AI ha bisogno di una formazione più approfondita di chi la usa per compiti marginali.
Un punto che spesso sorprende le aziende che avstudio forma è che l'obbligo vale a prescindere dalla dimensione. È identico per l'impresa individuale, per lo studio con tre persone e per la multinazionale con mille dipendenti. Cambia la profondità della formazione, non il fatto che vada fatta. E vale sia per chi sviluppa sistemi di AI (il fornitore) sia, molto più comunemente, per chi li usa nella propria attività (il deployer), come chiarisce il considerando 20 del Regolamento.
Per chiudere, la parte che sa di sollievo. Basta tenere una traccia interna di cosa è stato fatto, una nota delle attività formative o delle linee guida date al personale, e l'azienda è già molto più avanti della media. Trasformare un obbligo in competenza vera è anche un vantaggio competitivo, perché chi usa bene l'AI lavora meglio.
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Scopri il corso di alfabetizzazione AIQuesto contenuto ha finalità informative e divulgative e riflette il quadro normativo alla data di ultima revisione indicata. Non costituisce parere o consulenza legale sul caso specifico. Per l'inquadramento giuridico formale avstudio lavora con professionisti abilitati.