European Accessibility Act, cosa fare in pratica
Aggiornato al 16 agosto 2026
I passi sono cinque, in quest'ordine: stabilire se rientri nel perimetro del D.Lgs. 82/2022, misurare dove sei rispetto al livello AA delle WCAG 2.1 richiamate dalle Linee Guida AgID, sistemare partendo da ciò che impedisce di completare un acquisto, documentare le scelte fatte e in particolare l'eventuale onere sproporzionato secondo l'allegato VI della direttiva, e infine ricontrollare nel tempo perché ogni modifica al sito può rompere quello che avevi sistemato.
Passo uno: stabilire se il problema è tuo
È il passo che quasi tutte le guide saltano, perché comincia dando per scontato che tu sia obbligato. Fermati un momento prima di aprire il portafoglio.
Il D.Lgs. 82/2022 non riguarda ogni sito web. Riguarda gli operatori economici che offrono ai consumatori una lista definita di servizi, commercio elettronico in testa, insieme a servizi bancari, trasporto passeggeri nella parte digitale, comunicazioni elettroniche, accesso a media audiovisivi e libri elettronici, oltre a una serie di prodotti hardware. Se vendi online a consumatori, sei quasi certamente dentro. Se hai una vetrina che non vende, la risposta va ragionata e spesso è no.
Conta anche la dimensione, ma non come immagini. L'esenzione dell'articolo 4 paragrafo 5 della direttiva vale per le microimprese che forniscono servizi, e microimpresa secondo l'articolo 3 punto 23 è chi occupa meno di 10 persone e ha un fatturato annuo oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 2 milioni di euro. Da 10 persone occupate in su l'esenzione non c'è, quale che sia il fatturato.
Passo due: misurare, contro uno standard preciso
"Rendere il sito accessibile" non è un obiettivo verificabile finché non lo agganci a una norma tecnica. Le Linee Guida AgID sull'accessibilità dei servizi, adottate in attuazione dell'articolo 21 del D.Lgs. 82/2022, fanno riferimento alla norma europea armonizzata EN 301 549 nella versione UNI CEI EN 301549:2021, corrispondente alla EN 301 549 V3.2.1 del marzo 2021, e alle Web Content Accessibility Guidelines nella versione 2.1.
Le WCAG hanno tre livelli. Il livello A è la base, il livello AA è quello indicato come obbligatorio, il livello AAA resta auspicabile. E c'è una regola che va presa sul serio: per la conformità a un determinato livello, tutti i criteri applicabili devono essere soddisfatti. Non esiste essere conformi all'ottanta per cento. O soddisfi tutti i criteri applicabili di quel livello, o non puoi dichiararlo.
Questo cambia il modo di leggere un report. Un documento che ti dice "92 su 100" non ti sta dicendo che sei quasi conforme, ti sta dando una misura della distanza. È utile per capire quanto lavoro hai davanti, non per dichiarare qualcosa.
Cosa si misura in automatico e cosa no
Questa è la parte in cui il mercato è meno sincero, quindi mettiamola in chiaro. Gli strumenti automatici sono utilissimi e coprono una parte reale del lavoro. Non coprono tutto, e non è un limite del prodotto che scegli: è un limite della categoria.
| Un motore automatico vede | Serve una persona per |
|---|---|
| Contrasto insufficiente fra testo e sfondo | Capire se un testo alternativo descrive davvero l'immagine o è riempitivo |
| Immagini senza testo alternativo | Verificare che l'ordine di lettura abbia senso per chi usa uno screen reader |
| Campi di modulo senza etichetta associata | Capire se un messaggio di errore spiega come correggere il campo |
| Struttura dei titoli con salti di livello | Provare l'intero percorso di acquisto con la sola tastiera |
| Bersagli tattili troppo piccoli, punti di riferimento mancanti | Valutare se il linguaggio è comprensibile per chi ha difficoltà cognitive |
> La regola pratica. Un motore automatico dice se un elemento c'è o non c'è. Non dice se ha senso. Chiunque ti prometta conformità totale in automatico o non sa come funziona la materia, o conta sul fatto che tu non lo sappia.
Discorso a parte per i widget di accessibilità, quelli che aggiungi con una riga di codice e mettono un pulsantino con l'omino in un angolo. Non rendono conforme il sito. I criteri WCAG riguardano come è costruita la pagina, cioè il codice, la struttura e i contenuti. Uno strato sovrapposto non riscrive quella struttura, e in diversi casi peggiora l'esperienza di chi usa già i propri strumenti di assistenza.
Passo tre: sistemare nell'ordine che conta
Quando arriva la lista dei problemi la tentazione è partire dai più facili, per vedere il numero salire. È il modo peggiore di spendere il budget. L'ordine sensato segue i soldi e il rischio, non la comodità.
- Prima il percorso che porta all'acquisto. Carrello, checkout, moduli, messaggi di errore, conferme. È dove un problema di accessibilità si traduce direttamente in una vendita persa, ed è anche la parte che un'autorità di vigilanza guarderebbe per prima in un servizio di commercio elettronico.
- Poi la navigazione strutturale. Punti di riferimento della pagina, ordine di tabulazione, visibilità del focus, link di salto al contenuto. Sono correzioni che valgono su tutte le pagine insieme.
- Poi i contenuti. Contrasti, testi alternativi, struttura dei titoli, etichette. Tanti interventi piccoli, spesso rapidi.
- In fondo i casi limite, quelli che riguardano poche pagine o funzioni marginali.
Passo quattro: mettere per iscritto
La documentazione non è burocrazia, è quello che ti resta in mano se qualcuno ti chiede conto. Serve traccia di cosa hai verificato, quando, con quale metodo, e di cosa hai deciso di non fare e perché.
Il punto in cui questo diventa decisivo è l'articolo 14 della direttiva, quello su modifica sostanziale e onere sproporzionato. Se ritieni che adeguarti a un certo requisito richieda una modifica sostanziale del prodotto o imponga un onere sproporzionato, la direttiva ti dà uno spazio, ma la valutazione va condotta secondo i criteri dell'allegato VI. Una valutazione che esiste solo nella tua testa, davanti a una contestazione, vale quanto non averla fatta.
Passo cinque: ricontrollare, perché si rompe
Questo è il passo che tutti dimenticano, e per questo è quello dove si perdono i soldi già spesi. L'accessibilità non è uno stato che raggiungi una volta, è una proprietà che il sito ha o non ha in un dato momento.
Basta un tema aggiornato, un nuovo modulo di contatto, una campagna con una pagina fatta di corsa, un plugin che cambia il colore dei bottoni, e criteri che avevi sistemato tornano a non essere soddisfatti. Se hai investito per adeguarti e non ricontrolli, dopo sei mesi non sai più dove sei. Un controllo periodico costa una frazione dell'adeguamento iniziale ed è l'unica cosa che protegge quell'investimento.
Quanto costa, detto con onestà
Dipende da quanto è grande il sito e da quanto è messo male, e chi ti dà un numero senza aver guardato niente sta indovinando. Quello che si può dire prima di guardare è come si compone la spesa: c'è una parte di misurazione, che è relativamente economica e in buona parte automatizzabile, e una parte di correzione, che dipende da come è costruito il sito e la fa chi sviluppa.
Il consiglio pratico è di non comprare l'adeguamento al buio. Prima misura, così sai cosa stai comprando e puoi chiedere preventivi confrontabili sulla stessa lista di problemi. Un fornitore che ti propone un pacchetto di adeguamento senza aver misurato niente sta vendendo un preventivo, non una soluzione.
Come sempre: qui trovi il metodo e le fonti per verificarlo. Sul tuo caso specifico, e a maggior ragione se hai già ricevuto una contestazione, la valutazione va fatta con un professionista abilitato.
Domande frequenti
Da dove comincio per adeguare il sito all'European Accessibility Act?
Dal capire se sei nel perimetro, che è una domanda su cosa vendi e a chi, non su com'è fatto il sito. Se sei dentro, il passo successivo è misurare la distanza dal livello AA delle WCAG 2.1 richiamate dalle Linee Guida AgID. Solo dopo ha senso preventivare le correzioni, perché prima non sai cosa stai comprando.
Quale standard tecnico devo rispettare?
Le Linee Guida AgID adottate in attuazione dell'articolo 21 del D.Lgs. 82/2022 fanno riferimento alla norma europea armonizzata EN 301 549 nella versione UNI CEI EN 301549:2021, che corrisponde alla V3.2.1 del marzo 2021, e alle WCAG 2.1. Il livello indicato come obbligatorio è il livello AA, mentre il livello AAA resta auspicabile.
Un test automatico basta a mettermi in regola?
No. I test automatici individuano una parte dei criteri, quelli verificabili dal codice: contrasto, alternative testuali mancanti, etichette, struttura dei titoli, dimensione dei bersagli. Non possono valutare se un testo alternativo è sensato, se l'ordine di lettura funziona per chi usa uno screen reader o se un messaggio di errore è comprensibile. Quella parte richiede prove fatte da persone.
I widget di accessibilità risolvono il problema?
No. I criteri WCAG riguardano come è costruita la pagina, cioè struttura, codice e contenuti. Uno strato sovrapposto non riscrive quella struttura. Per la conformità a un livello, inoltre, tutti i criteri applicabili devono essere soddisfatti, e questo non si ottiene aggiungendo un pannello di comandi in un angolo dello schermo.
Ogni quanto va ricontrollato il sito?
Almeno a ogni modifica rilevante, perché è lì che le regressioni entrano: un tema aggiornato, un nuovo modulo, una pagina di campagna fatta in fretta. L'accessibilità non è uno stato permanente ma una proprietà del sito in un dato momento, quindi senza controlli periodici l'investimento iniziale si degrada senza che te ne accorga.
Fonti normative
- AgID, Linee Guida sull'accessibilità dei servizi in attuazione dell'art. 21 d.lgs. 82/2022 (riferimento a UNI CEI EN 301549:2021 e WCAG 2.1, livello AA obbligatorio)
- Direttiva (UE) 2019/882 del 17 aprile 2019 sui requisiti di accessibilità dei prodotti e dei servizi, testo italiano, EUR-Lex, art. 3 punto 23, art. 4 par. 5, art. 14, allegato VI
- Decreto legislativo 27 maggio 2022, n. 82, attuazione della direttiva (UE) 2019/882, Normattiva, art. 1, art. 21
- W3C, Web Content Accessibility Guidelines (WCAG) 2.1, W3C Recommendation
Aggiornato al 16 agosto 2026 · Quadro EAA e Linee Guida AgID · Contenuto informativo, non parere legale
Il primo passo è misurare
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