Google prova il pulsante solo web nelle AI Overviews
Google testa un pulsante nelle AI Overviews per tornare ai risultati organici. Un esperimento che svela dove sta andando la ricerca online e il valore del web tradizionale.
Google testa un pulsante “solo web” nelle AI Overviews
Da fine giugno 2025, alcuni utenti vedono comparire nelle AI Overviews di Google un pulsante che permette di saltare la risposta automatica e tornare ai risultati organici tradizionali. Non è ancora una funzione stabile. È un test. Ma dice qualcosa di preciso su dove sta andando la ricerca online.
In sintesi
- Google sta testando un pulsante “solo web” all’interno delle AI Overviews, le sintesi generate automaticamente che compaiono in cima ai risultati di ricerca.
- Il test è documentato da Search Engine Roundtable, pubblicazione di riferimento del settore: non è un annuncio ufficiale Google.
- Chi non appare già nei risultati organici non beneficia di nulla, anche se il pulsante dovesse diventare stabile.
- La visibilità organica, cioè la posizione naturale nei risultati non a pagamento, resta il presupposto. Senza quella, il pulsante è irrilevante.
- Il segnale vero non è “il traffico torna”. È che Google riconosce che le risposte AI non bastano sempre.
Cosa sta succedendo esattamente
Le AI Overviews sono le sintesi generate automaticamente da Google che appaiono in cima alla pagina dei risultati, prima di qualsiasi link. Le ha introdotte negli Stati Uniti nel 2024, poi le ha estese progressivamente ad altri mercati. L’idea è semplice: l’utente fa una domanda, Google risponde direttamente senza che l’utente debba cliccare su nessun sito.
Il test in corso aggiunge un pulsante a quella sintesi. L’utente riceve la risposta AI, ma se vuole andare oltre, clicca e accede ai risultati classici. Una via d’uscita esplicita. Google la sta costruendo probabilmente perché i dati interni mostrano che una parte degli utenti non si fida della risposta sintetica, o vuole verificare su fonti dirette.
Il test è stato documentato da Search Engine Roundtable, una delle pubblicazioni di riferimento nel settore della ricerca online, a fine giugno 2025. Non è un annuncio ufficiale di Google. È un esperimento osservato su account reali.
Per chi gestisce un’attività, la conseguenza pratica è questa: se il pulsante diventa funzione stabile, una quota di ricerche che oggi termina nella risposta AI senza nessun clic potrebbe generare di nuovo traffico verso i siti. Ma solo verso quelli che Google considera già rilevanti per quella ricerca. Non è automatico. Non è garantito. È selettivo.
Perché le AI Overviews hanno ridotto i clic
Il fenomeno delle ricerche a zero clic, cioè le sessioni in cui l’utente ottiene la risposta nella pagina dei risultati e non entra in nessun sito, esiste da prima dell’intelligenza artificiale. Le definizioni, i calcoli, le previsioni meteo: Google rispondeva già da solo. Con le AI Overviews, il perimetro si è allargato in modo significativo.
Domande più articolate trovano ora risposta nella sintesi. “Come si cura una lombalgia acuta?”, “Qual è la differenza tra SRL e SAS?”, “Come funziona un check-in anticipato in hotel?”: tutte domande che prima portavano un utente su un sito, oggi spesso trovano risposta senza clic.
Uno studio di SparkToro e Datos del 2024 stimava che circa il 60% delle ricerche su Google termina senza clic verso siti esterni. Le AI Overviews hanno spinto ulteriormente in quella direzione.
Il risultato operativo per chi ha un sito è concreto. Un ambulatorio fisioterapico che aveva posizionato bene la pagina “esercizi per il mal di schiena” vede calare le visite non perché Google lo penalizzi, ma perché la risposta viene estratta e mostrata direttamente. L’utente non deve più cliccare. Lo stesso vale per uno studio commercialista con una guida sulla dichiarazione dei redditi, o per un hotel con una pagina sulle attrazioni della zona.
La posizione nei risultati non è peggiorata. Il traffico sì.
Cosa cambia con il pulsante “solo web”
Il pulsante in test non inverte la tendenza. Non è un segnale che Google stia abbandonando le risposte AI. È più sottile.
Google sta riconoscendo che esiste un segmento di utenti che vuole andare oltre la sintesi, e sta costruendo un percorso esplicito per farlo. Le implicazioni sono precise.
Il traffico non torna in modo automatico. Torna solo se il sito appare già tra i risultati organici per quella ricerca. Se non sei posizionato, il pulsante non ti riguarda.
Le ricerche che beneficiano di più sono quelle dove l’utente ha bisogno di fiducia, non solo di informazione. Un paziente che cerca un dentista a Bologna, un cliente che valuta uno studio legale per una causa, un acquirente che vuole leggere recensioni reali prima di prenotare: questi utenti hanno un motivo concreto per andare oltre la risposta sintetica. Il pulsante gli offre un percorso diretto.
Le query transazionali, cioè le ricerche con intenzione di acquisto o contatto, restano le più preziose. “Ristorante con menù celiaci Torino”, “agenzia immobiliare Roma Prati”, “dermatologo privato Milano”: su queste, se il sito è visibile, il pulsante può portare clic aggiuntivi.
Cosa fare oggi, concretamente
Il test di Google non richiede azioni urgenti. Richiede di verificare se le basi sono a posto. Senza quelle, ogni evoluzione della ricerca passa accanto senza toccarti.
Controlla dove sei posizionato. Google Search Console, lo strumento gratuito di Google che mostra per quali ricerche il tuo sito appare e quanti clic riceve, è il punto di partenza. Se il traffico su certe pagine è calato negli ultimi sei mesi senza che la posizione sia peggiorata, è probabile che le AI Overviews stiano assorbendo le visite.
Distingui le query informative da quelle transazionali. Le prime, come “cos’è una polizza vita” o “come funziona il rogito notarile”, sono le più esposte al clic zero. Le seconde, come “notaio Milano zona Navigli” o “hotel con spa Lago di Garda”, sono quelle dove il clic vale ancora e dove il pulsante “solo web” può fare differenza reale.
Lavora sulla credibilità della pagina, non solo sulla posizione. Google estrae le risposte AI dai siti che considera affidabili. Se il tuo contenuto è tra le fonti usate dalla sintesi, il tuo brand appare comunque, anche senza clic diretto. Quando l’utente vuole approfondire, è più probabile che cerchi te. Per uno studio medico, questo significa contenuti firmati da professionisti identificabili con nome e specializzazione. Per un hotel, schede aggiornate con dati precisi e verificabili. Per un e-commerce, pagine prodotto con specifiche reali, non testo generico copiabile da qualsiasi fornitore.
Chi inizia quando il cambiamento è già avvenuto parte in ritardo. Non c’è modo più elegante per dirlo.
Il segnale vero, al di là del test
Resta il fatto che questo test dice qualcosa di più interessante del dato tecnico. Google sta cercando un equilibrio tra l’utilità delle risposte AI e la necessità di mantenere un ecosistema web vitale. Se i siti smettono di investire in contenuti perché il traffico è azzerato, la qualità delle fonti da cui l’AI estrae le risposte peggiora. È un problema che Google ha interesse concreto a non ignorare.
Per chi gestisce un’attività, il punto non è sperare che Google restituisca il traffico di quattro anni fa. È capire che la ricerca è diventata più selettiva: premia chi è riconoscibile, chi ha contenuti con una prospettiva specifica, chi risponde a domande che la sintesi AI non riesce a chiudere da sola.
Un hotel che pubblica solo le informazioni standard sulla camera doppia è sostituibile dalla risposta AI. Un hotel che spiega perché il suo ristorante serve solo prodotti del territorio entro 30 km, con i nomi dei fornitori e la storia di ciascuno, non lo è.
La differenza non è tecnica. È editoriale.
Domande correlate
Le AI Overviews stanno facendo calare il mio traffico organico?
Probabilmente sì, sulle ricerche informative. Se il tuo sito risponde a domande generali su prodotti o servizi, parte di quel traffico viene oggi assorbita dalla sintesi AI. Le ricerche con intenzione di acquisto o contatto diretto sono meno colpite.
Il pulsante “solo web” di Google è già attivo in Italia?
No, al momento è un test visibile su un sottoinsieme di utenti, prevalentemente negli Stati Uniti. Non è ancora una funzione stabile né disponibile globalmente. La tempistica di un’eventuale estensione non è nota.
Devo smettere di investire nella SEO con le AI Overviews?
Al contrario. La visibilità organica, cioè il posizionamento naturale nei risultati non a pagamento, è il presupposto per beneficiare di qualsiasi evoluzione della ricerca, incluso il ritorno di traffico dal pulsante “solo web”. Chi non è posizionato non recupera nulla, qualunque cosa faccia Google.
Come faccio a sapere se Google usa il mio sito nelle risposte AI?
Puoi cercarlo manualmente: fai una ricerca su una query rilevante per il tuo settore e guarda se la risposta AI cita o rimanda al tuo dominio. Non esiste ancora uno strumento ufficiale che mostri sistematicamente quali siti vengono usati come fonte nelle AI Overviews.
Cosa rende un sito più resistente al calo di traffico da AI?
Contenuti specifici, non replicabili dalla sintesi: dati propri, punti di vista firmati, risposte a domande di nicchia che l’AI generalista non chiude. E una presenza costante sulle query transazionali, dove l’utente ha bisogno di agire, non solo di sapere.
Fonti:
- Search Engine Roundtable, “Google AI Overviews is testing a button to send searchers to the web only tab”, giugno 2025: https://www.seroundtable.com/video-06-26-2026-41573.html
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