Il 13 maggio 2025 la Commissione Europea ha pubblicato sul portale della strategia digitale un documento ufficiale di domande e risposte sull’obbligo di alfabetizzazione AI previsto dall’articolo 4 del Regolamento UE 2024/1689, noto come AI Act. È il testo interpretativo più aggiornato disponibile per chi deve strutturare la formazione del proprio personale.

In sintesi

  • L’articolo 4 del Regolamento UE 2024/1689, cioè l’AI Act, obbliga fornitori (chi sviluppa o vende sistemi AI) e deployer (chi li usa in contesti professionali) a garantire un livello sufficiente di alfabetizzazione AI al proprio personale.
  • Il 13 maggio 2025 la Commissione Europea ha pubblicato le FAQ ufficiali sull’AI literacy, ovvero l’alfabetizzazione sull’intelligenza artificiale: sono il documento interpretativo più autorevole oggi disponibile.
  • L’obbligo non è uniforme: varia in base al ruolo, al contesto e al tipo di sistema AI utilizzato.
  • Rientrano nell’obbligo anche i collaboratori esterni che usano strumenti AI per conto dell’azienda.
  • Basare la formazione su interpretazioni precedenti alle FAQ espone a un rischio documentabile di non conformità.

Cosa dice l’articolo 4 e perché tocca anche te

Il Regolamento UE 2024/1689, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il 12 luglio 2024 ed entrato in vigore il 1° agosto 2024, prevede un’applicabilità progressiva: alcune disposizioni sono già operative, altre scattano nel corso del 2025 e del 2026.

L’articolo 4, rubricato “Alfabetizzazione in materia di IA”, è tra le disposizioni a regime più anticipato. Il testo stabilisce che i fornitori e i deployer di sistemi di IA devono garantire, nei limiti delle loro possibilità, un livello sufficiente di alfabetizzazione in materia di IA al proprio personale e alle persone che si occupano di sistemi di IA per loro conto.

Cosa significa in concreto? Che se la tua azienda usa strumenti AI, anche acquistati da terzi, e li affida a collaboratori interni o esterni, hai un obbligo formativo. Non è una raccomandazione. È un requisito normativo con il quale ti confronterai nel momento in cui un’autorità di vigilanza chiederà documentazione.

Facciamo un esempio pratico. Uno studio dentistico che usa un software di gestione delle prenotazioni con raccomandazioni automatiche basate su AI è un deployer, ovvero un utilizzatore professionale di sistemi AI sviluppati da altri. Il fornitore è chi ha sviluppato quel software. Entrambi hanno obblighi distinti ai sensi dell’articolo 4, ma è il deployer, cioè lo studio dentistico, a dover dimostrare che il proprio personale sa cosa sta usando e con quali implicazioni.

Per capire in quale categoria rientra la tua realtà, la guida sui ruoli fornitore e deployer offre un percorso di verifica pratico.

Le FAQ del 13 maggio 2025: tre chiarimenti che cambiano la valutazione

Le FAQ pubblicate dalla Commissione Europea non sono un atto normativo vincolante. Sono un documento interpretativo ufficiale. La distinzione conta: le autorità nazionali di vigilanza le useranno come bussola nelle verifiche. Ignorarle non è un’opzione difendibile.

Tre chiarimenti cambiano la valutazione rispetto a molte interpretazioni circolate prima del 13 maggio.

L’obbligo è proporzionato, non uniforme. Non si chiede a tutti i dipendenti lo stesso livello di conoscenza. Chi usa un assistente di scrittura AI per rispondere alle email ha esigenze formative diverse da chi supervisiona un sistema automatico di selezione dei candidati. La proporzionalità è esplicita: il livello richiesto dipende dal ruolo, dal tipo di sistema e dal contesto operativo. Un receptionist di hotel che usa un chatbot (assistente conversazionale automatico) per gestire le richieste degli ospiti non ha bisogno di capire come funziona l’algoritmo sottostante, ma deve sapere cosa può fare il sistema, dove sbaglia e come intervenire.

Rientrano nell’obbligo anche i collaboratori esterni. Il testo parla di “altre persone che si occupano di sistemi di IA per loro conto”. Questo include consulenti, agenzie, fornitori di servizi che operano con strumenti AI nell’ambito di un mandato. Un hotel che affida la gestione delle prenotazioni a un’agenzia che usa AI per la tariffazione dinamica, cioè per aggiustare i prezzi in tempo reale in base alla domanda, non è automaticamente esente dall’obbligo formativo. Deve verificare che anche quei soggetti abbiano un livello adeguato di alfabetizzazione.

La documentazione conta quanto la formazione stessa. Le FAQ non prescrivono un formato obbligatorio, ma il principio di responsabilizzazione, chiamato in inglese accountability (obbligo di rendere conto delle proprie scelte), che attraversa tutto il Regolamento implica una cosa precisa: l’azienda deve poter dimostrare di aver adottato misure adeguate. Senza traccia scritta, non c’è conformità dimostrabile. Niente attestati, niente registro di partecipazione, niente piano formativo datato: niente prova.

Il rischio di usare interpretazioni superate

Prima del 13 maggio 2025, il mercato si è mosso su interpretazioni dottrinali, pareri di associazioni di categoria e letture comparative con altre normative europee. Alcune erano corrette. Altre erano parziali, o ottimistiche rispetto agli obblighi effettivi.

Uno studio legale che ha strutturato la formazione AI dei propri collaboratori escludendo i professionisti non tecnici, perché una lettura del 2024 sembrava giustificarlo, potrebbe oggi avere un piano formativo non allineato al testo ufficiale. Lo stesso vale per una clinica che ha formato solo il personale IT e non i medici che usano strumenti di supporto diagnostico basati su AI. Il punto non è la buona fede. Il punto è che la posizione difensiva si indebolisce se la documentazione si basa su un’interpretazione che le FAQ ufficiali hanno nel frattempo superato.

Non è un rischio teorico. È documentabile.

Cosa fare oggi: tre passi concreti

L’obbligo esiste. Le FAQ ufficiali esistono. Rimane il passaggio operativo.

Primo: verifica la tua posizione normativa. Sei un fornitore, cioè sviluppi o vendi sistemi AI? Sei un deployer, cioè usi sistemi AI sviluppati da altri in un contesto professionale? La risposta cambia gli obblighi. Un ristorante che usa un sistema AI per la gestione delle prenotazioni è un deployer. La software house che vende quel sistema è un fornitore. Entrambi hanno obblighi, ma non gli stessi.

Secondo: mappa chi usa AI nella tua organizzazione. Non solo il reparto IT. Chiunque interagisca con strumenti AI nell’ambito del proprio lavoro rientra nel perimetro: chi usa assistenti di scrittura, chi lavora con strumenti di analisi dati automatizzata, chi supervisiona chatbot rivolti ai clienti. In un’agenzia immobiliare, per esempio, questo include l’agente che usa uno strumento AI per generare descrizioni degli annunci, non solo il tecnico che ha configurato il sistema.

Terzo: verifica che la formazione esistente sia documentata e aggiornata. Se hai già fatto formazione, controlla che sia tracciata in modo da poter essere esibita. Se non l’hai ancora fatta, il momento per strutturarla è adesso. La guida su come dimostrare la formazione AI indica cosa conservare e come organizzarlo.


Questo articolo ha finalità informativa e non costituisce parere legale.


Domande correlate

Cosa obbliga esattamente l’articolo 4 dell’AI Act?

L’articolo 4 del Regolamento UE 2024/1689 impone a fornitori e deployer di sistemi AI di garantire un livello sufficiente di alfabetizzazione AI al proprio personale e a chi opera con sistemi AI per loro conto. Il livello richiesto è proporzionato al ruolo e al tipo di sistema utilizzato, non uniforme per tutti.

Le FAQ della Commissione del 13 maggio 2025 sono vincolanti?

No, non sono un atto normativo. Sono un documento interpretativo ufficiale che chiarisce come la Commissione legge l’articolo 4. Nelle verifiche da parte delle autorità nazionali rappresentano il riferimento interpretativo più autorevole oggi disponibile.

Chi rientra nell’obbligo di formazione AI anche senza usare sistemi complessi?

Chiunque interagisca con strumenti AI nell’ambito del proprio lavoro: assistenti di scrittura, strumenti di analisi automatizzata, chatbot. L’obbligo riguarda chi usa questi strumenti in contesti professionali, inclusi collaboratori esterni che operano per conto dell’azienda.

Come si dimostra la conformità all’obbligo di AI literacy?

Non esiste un formato obbligatorio, ma il principio di responsabilizzazione del Regolamento richiede che l’azienda possa esibire evidenza delle misure adottate: attestati, registri di partecipazione, piani formativi datati. Senza documentazione, la conformità non è dimostrabile.

Un’azienda che usa AI di terzi ha obblighi formativi?

Sì. Chi usa sistemi AI sviluppati da altri in un contesto professionale è un deployer e rientra nell’ambito dell’articolo 4. L’obbligo formativo si applica indipendentemente dal fatto che il sistema sia stato sviluppato internamente o acquistato da un fornitore esterno.


Fonti: